Arancione che gira

una faccia appare

baffi e barba marroni

verdi e neri che fanno paura

braccia e gambe di tutti i colori

azzurro e giallo

sembrano laghi e sole

linee piccole

grandi curve spezzate

per disegnare un mondo

Percorso didattico Gioca Baj “per e con” le bambine e i bambini della classe terza della scuola elementare Arcobaleno della pace di La Rotta, Pontedera. Le insegnanti della classe: Castellani Lucia, Ferrini Laura. Pubblicato in “Dalla polvere all’infinito: omaggio a Enrico Baj” di Letteria Giuffrè Pagano, a cura di Alessandra Borsetti Venier, Morgana Edizioni (2007), Collana “Diritto all’arte” promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Pontedera.

Questo che noi raccontiamo è il percorso fatto in classe, prima, durante e dopo il laboratorio organizzato al centro per l’arte Otello Cirri. Il Gioca Baj ci ha infatti dato la possibilità di riscoprire gli intrecci tra manualità, materiali e colori, tutto attraverso il gioco: prendere un oggetto, estraniarlo dal suo uso comune, modificarlo con la fantasia, reinterpretare il mondo circostante liberandolo dagli stereotipi e sviluppare la creatività, questi gli obiettivi di questa esperienza. Qui di seguito riportiamo le tappe di questo cammino, in corsivo la voce dei bambini. Giochiamo con gli oggetti: guarda nel tuo zaino, scegli un oggetto, osservalo bene, gioca con la fantasia, che cosa può diventare?

Un floppy? Un quadro tutto nero. Un diario? Una cassetta per andare al mercato. Un quaderno blu? Il mare. Un foglio di carta lucida? L’aria, perché è così trasparente! Un cd a righe? Una zebra. Il diario? Un tetto. Una bottiglia? L’acquedotto o una torre, se pende quella di Pisa. Un blocchetto giallo? Il becco di un papero.

Leggiamo il libro del Gioca Baj, quanti materiali! Portiamone a scuola un po’. E così con carta, pezzi di legno, fili, spaghi, stoffa, viti e bulloni, ma anche oggetti del mondo contemporaneo come pezzi di computer, floppy e cd, possiamo inventare itinerari fantastici e lasciare in un quadro la traccia di questo viaggio; ed ecco apparire : Nuvola in testa; Baffi neri e fili dorati; Scarpette azzurre, Manico di ombrello in nero. Maschere tribali all’Otello Cirri: a scuola seguiamo l’esempio della filastrocca sul libro di lettura dal titolo “Il Gigante carta straccia” e ognuno potrà costruire una maschera di carta stracciata. Il meccano: anche il babbo di Tommaso da piccolo giocava con il meccano e così come Enrico Baj, proviamo anche noi a disegnare: Un unicorno, un extraterrestre e un parco giochi. Partecipazione al laboratorio Gioca Baj al centro per l’arte Otello Cirri: momenti di gioco ed operosità che hanno fatto risaltare la creatività e accantonare lo stereotipo, permettendo ai bambini di cooperare e confrontarsi con modalità diverse; è un avvicinarsi all’arte con il piacere della ricerca, anzi della ricerca-azione, perché riguarda non solo la mente o gli occhi, ma anche le mani e il creare. Questo il brano poetico che i bambini hanno scritto in classe dopo una mattinata al laboratorio e che può fare da titolo al primo grande quadro che insieme a Letteria essi hanno disegnato.