Telluris Associati – Galleria dell’incompiuto

LA COLONNA INFINITA

di Mircea Eliade

tradotto da Horia Corneliu Cicortas

adattamento e regia Letteria Giuffrè Pagano

con Tazio Torrini

foto di scena

Il teatro di Eliade, sinora poco noto in Italia, segna l’inizio di un nuovo percorso per i Telluris Associati. Con questo lavoro nasce la Galleria dell’incompiuto: per un teatro in-definito, senza forma, senza vita.

La ricerca non dell’originale ma dell’originario attraversa l’intera creazione dello scultore Contantin Brancusi. Negli ultimi venti anni della sua vita, però, egli non fa altro che ripetere le stesse forme, ri-copiare i suoi stessi capolavori, e Mircea Eliade s’interroga sulle motivazioni di questa scelta.

Ne La colonna infinita le sovrapposizioni di immagini scorrono su superfici visive, sullo spazio scenico, affrontano la concretezza fisica dell’attore, come se ci fosse un invisibile che vuole apparire e prendere corpo, oltre le resistenze della realtà attuale con la quale fa attrito.

Qui si parla del ruolo dell’artista oggi, quando l’arte sembra adbicare al suo destino a vantaggio della sola rappresentazione, ma anche della diversità e del senso di inadeguatezza di fronte alle prove della vita.

LGP

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Telluris Associati

IL BRUTTO ANATROCCOLO

la fiaba diventa spettacolo

azione, drammaturgia e regia di Cesare Galli

Quella dell’esiliato è una figura primordiale. Innumerevoli favole e miti sono incentrati sul tema del proscritto.

Il brutto anatroccolo ha molte versioni, tutte contenenti lo stesso nucleo di significato: l’anatroccolo è simbolo della natura selvaggia, che se compressa in situazioni povere di nutrimento, istintivamente lotta per liberarsi, qualunque cosa succeda. Quando la particolare sorta di spiritualità e istintività di un individuo, è circondata da riconoscimento psichico e dall’accettazione, la persona sente come mai prima la vita e il potere.

Nella storia, l’anatroccolo viene definito inaccettabile dalle creature della comunità, semplicemente perché non è come gli altri.

I bambini dalla forte natura istintiva spesso soffrono molto nei primi anni di vita. Dalla più tenera infanzia sono tenuti prigionieri, addomesticati, accusati di essere disadattati e ostinati nell’errore. La loro natura selvaggia si mostra presto: sono curiosi, abili e hanno delicate eccentricità di vario genere che, se sviluppate, costituiscono la base della loro creatività per il resto della vita. Considerando che la vita creativa è cibo e acqua per l’anima, questo sviluppo basilare è atrocemente critico.

Quando la cultura definisce minuziosamente che cosa costituisce il successo o l’auspicabile perfezione (l’aspetto, l’altezza, la forma, il potere avido di guadagno, l’economia, la virilità, la femminilità, il comportamento giusto, la fede religiosa), si instaurano corrispondenti dettami e inclinazioni alla misurazione della psiche di tutti i suoi membri. Pertanto, i problemi dell’esiliato sono duplici: personali e culturali.

È peggio restare nel luogo cui non si appartiene che vagare sperduti, alla ricerca dell’affinità di cui si ha bisogno. Non è mai un errore cercarla.

E se, essendo un cigno, dovessi far finta di essere un topo? E dovessi camminare come un topo e invece vai ondeggiando? E dovessi parlare come un topo, e invece emetti soltanto grida stridule? Non saresti la creatura più infelice del mondo?

C.P.E.

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Vassilissa

Alla scoperta dell’oscurità

Tratto dall’omonima fiaba russa

Spettacolo di e con Cesare Galli

C’era una volta e una volta non c’era….

Una fiaba è una storia che nel tempo ha perso i riferimenti a luoghi, fatti e persone particolari e diventa un racconto senza tempo e senza luogo, dove quello che rimane è il “succo” degli eventi originari. La fiaba di Vassilissa in particolare è molto antica e racconta un percorso di iniziazione alla vita reso possibile dalla scoperta del potere arcaico dell’intuito. L’intuito, l’istinto, ciò che serve per strappare la verità alle cose, per essere custodi del fuoco creativo e avere una conoscenza intima dei cicli vita, morte, e rinascita della natura.

Questa fiaba, come tutte le fiabe, è portatrice di archetipi che parlano direttamente a ciò che di più antico esiste in noi, qualcosa che non ha bisogno di spiegazioni analitiche e giri di parole, ma che semplicemente è, con tutta la forza dell’essere. Normalmente la sola lettura di una fiaba porta ad un diverso livello di ascolto, proprio perchè parla con un altro vocabolario, non quello razionale e prosaico ma quello simbolico-narrativo. La mente viene aggirata, messa a riposo, e le immagini possono così raggiungere direttamente l’inconscio. Quando poi a questo linguaggio simbolico se ne fonde un altro della stessa valenza, quello del teatro, allora le due forze si uniscono e completano così che la simbologia della fiaba possa estrinsecarsi pienamente. Questo incontro-spettacolo mantiene la semplicità e la forza della fiaba, senza ammiccamenti recitativi o “buonismi” educativi, e si presenta al pubblico di adulti e bambini nei suoi momenti di narrazione, trasformazione e dialogo senza artificiosità. (2007)

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Bambini Sarete Voi

mostra-installazione con follia d’attori

regia e scrittura scenica: Letteria Giuffrè Pagano

allestimento: Cesare Galli

bizzarre figure: Umberto Fabi e Cesare Galli

collaborazione: Elisa Lombardi

costumi: Telluris Associati

luci: Cristina Fresia

produzione: Telluris Associati

In un luogo disabitato ci sono due bizzarre figure…

I Telluris Associati concludono con questa mostra-spettacolo il progetto“Atelier del ritratto, un laboratorio per l’infanzia”, iniziato nel febbraio 2003 a Pontedera con un gruppo di bambini di quattro anni. Il progetto si è articolato in una serie di incontri-laboratorio che, attraverso l’esplorazione del segno e della pittura, hanno portato i bambini a realizzare ciascuno un dipinto su tela. Guardare, osservare, agire, giocando secondo le modalità dell’artista intorno al sogno e all’autoritratto.

Bambini? Bambini sarete voi! O se siete più fortunati potrete diventare…bambini: ma per davvero!

In mostra i ventisei dipinti, inizia così il nostro spettacolo: due bizzarre figure, uno squinternato gallerista ed un artista-bambino conducono il pubblico all’interno della mostra. In un territorio dove esiste ancora la magia. (2004)

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Scenderanno le dolci piogge

atto unico a tre voci

regia di Letteria Giuffrè Pagano

con Cesare Galli, Serena Gatti e Tazio Torrini

scene e costumi: Telluris Associati

luci: Marco Gheri, Cristina Fresia

produzione: Telluris Associati

In una notte che non vedrà l’alba di un nuovo giorno, all’ Hotel Scirocco due camerieri, fedeli fino alla fine al loro lavoro, ed un’avventrice sfuggita al suo mondo di compromessi, rimangono soli attendendo in una ricercata e disperata normalità, l’inesorabile fine.
Procediamo con l’idea di questo spettacolo già da qualche tempo, e tra tentativi, sostituzioni, difficoltà di sostentamento, sembra quasi che questo lavoro perseguiti noi più che noi lui. Andiamo verso un’atmosfera assurda e sospesa, verso un luogo di confine, dove il normale ordine delle cose può essere sovvertito, dove percezione, immaginazione e realtà non trovano più il loro posto. Qui incontriamo i personaggi, due uomini e una donna, in quella che credono sia la loro ultima ora, la loro e dell’umanità intera. Nell’attesa dell’incontro con la morte l’attenzione è rivolta al caos che solleva forze oscure, antiche, voci di dialetti e conflitti eterni da sublimare. Lavoriamo sui ritratti e lo spazio dei dipinti di Francis Bacon, sulla linea dell’azione dei corpi e delle voci, sul coprire quello che c’è e scoprire invece quello che non ci dato di vedere, quello che arriva, l‘invisibile. Una fine imminente, un’esplosione preannunciata, un cataclisma, e tutta la storia umana in fumo. E se qualcuno resta, sulla base di cosa ricomincerà? L’Hotel Scirocco diventa per noi il luogo dell’ultimo conflitto umano, dell’ultimo respiro e della prima domanda.
(2003)

2 Risposte to “spettacoli”

  1. silvia filippeschi Dice:

    ciao ragazzi,
    avete fatto bene a fare questo blog…siete stupendi!!!!!!!
    ciao
    Silvia
    p.s. ne avevate uno precedente e non mi avete detto nulla? ahhhhhahhha

  2. telluris Dice:

    Ma che altro! Questo è il primo blog in ASSOLUTO dei Telluris! Dove hai avuto un’informazione del genere?

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