Festival teatROmania

Il festival V edizione

 weblocandina“teatROmania_emersioni sceniche” approda quest’anno alla sua quinta edizione. Nelle quattro edizioni precedenti, al pubblico del Festival sono stati presentati circa trenta spettacoli, la maggior parte riguardanti drammaturgia romena contemporanea, ma anche concerti, performance e altre produzioni sceniche, ciascuno con tematiche, stile e linguaggi artistici peculiari. Tra gli autori sono da ricordare i drammaturghi contemporanei Matei Vișniec, Alina Nelega, Anca Vișdei, scrittori come Panait Istrati, Gherasim Luca, Marin Sorescu, Mircea Eliade, Emil Cioran, ma anche autori italiani del calibro di Dario Fo e Franca Rame, messi in scena da registi e compagnie romene. Finora, le compagnie presenti al teatROmania_emersioni sceniche provengono dall’Italia e dalla Romania, ma gli artisti partecipanti rappresentano anche altri Paesi. Del resto, la missione della rassegna è quella di favorire la conoscenza del dialogo culturale attraverso la collaborazione artistica transnazionale.

Quest’anno, il programma prevede cinque spettacoli, di cui quattro provenienti dalla Romania, e un workshop della regista Maria Ștefanache. In apertura del Festival, venerdì 26 giugno, il grande attore Ion Caramitru sarà in scena, insieme al musicista Aurelian-Octav Popa al clarinetto, con lo spettacolo “Dor de Eminescu”, tratto da testi noti e inediti del grande poeta romantico Mihai Eminescu. Nella seconda giornata, l’attrice Isabella Drăghici – formatasi nella compagnia Passe-Partout diretta dal noto mimo Dan Puric – sarà in scena con la performance “Tra i silenzi” , una meditazione sul cammino iniziatico dell’amore e dell’esistenza umana. A seguire, “Burrnesha”, spettacolo-performance cui il linguaggio teatrale s’intreccia con quello cinematografico, sul tema dell’identità di genere, a partire da una realtà socio-culturale in via di estinzione nei Balcani; in scena, Maria Ștefanache con la regia di Valbona Xibri. Infine i due spettacoli programmati nell’ultimo giorno del Festival – “L’ultimo lebbroso” di Radu Botar, con Vlad Chico in scena, e “Mattatoio” del giovane drammaturgo Marco di Stefano, con Olimpia Mălai e Liliana Tofan  per la regia di Mădălina Țurcanu – hanno al centro della loro trattazione artistica problemi e tabù sociali, come il commercio con gli organi o le varie forme di discriminazione ed esclusione sociale, di particolare attualità nella società globalizzata di oggi.

Il Festival prosegue dunque il suo viaggio negli spazi generosi dell’Accademia di Romania, grazie alla collaborazione con partner istituzionali e privati, continuando a crescere, insieme al suo pubblico, anno dopo anno.

 Letteria Giuffrè Pagano – Direttrice artistica del Festival

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Il festival IV edizione

“Non siamo qui come pietre, immobili, oppure come i fiori o gli insetti, la cui vita è perfettamente tracciata: siamo esseri di avventura. E mai l’uomo farà a meno di ascoltare storie.”

Mircea Eliade

locandina 297x420Riparte il festival teatROmania_emersioni sceniche, giunto alla sua quarta edizione. La rassegna prosegue – non senza difficoltà dovute a certa spending review – la sua missione, di favorire il dialogo interculturale (e intra-culturale), attraverso l’incontro “non convenzionale” col teatro; una prospettiva che è anche di scouting, col beneficio già verificato di una più fluida circolazione di produzioni soprattutto indipendenti, spesso volutamente ignorate (se non avversate).

Ma per fortuna, ci sono le fiabe e l’eterno ritorno alla loro saggezza…

Quest’anno l’apertura del Festival avviene proprio sotto il segno di un grande studioso della mitologia, Mircea Eliade, la cui favola sulla ricerca dell’eterna giovinezza è (re)interpretata sulla scena dall’attrice Eliana Cantone, nell’accompagnamento dal vivo di Elisa Fighera, produzione Il Mutamento Zona Castalia di Torino. Lo spettacolo inaugurale è preceduto dal reading del gruppo indipendente Wasabi tratto dalla stessa fiaba che ha ispirato Eliade, “Giovinezza senza vecchiaia e vita senza morte”, con Vlad Scolari e Alice Protto, musiche dal vivo di  Federico Branca Bonelli. Un racconto nato tra miti d’Oriente e miti d’Occidente, che ci immerge in un immaginario dimenticato: un feto che non vuole nascere senza saperne prima il motivo, un principe che ricerca l’immortalità ma dovrà fare i conti con l’ineluttabile universo dei ricordi. Con lo spettacolo tratto dal testo di Matei Vișniec, messo in scena dal teatro di Petroșani, ripercorriamo la tragica vicenda della guerra in Bosnia, per capire le ferite ma anche le loro possibilità catartiche (e metamorfiche), tali da riscattare l’amarezza dell’anamnesi – personale e collettiva. Con “Ombre nel bosco”, della compagnia Telluris Associati, il Festival apre una finestra nuova sul mondo del teatro per ragazzi, portando sulla scena l’attualità perenne e universale della fiaba, capace di stupire, ammaliare, farci viaggiare con la fantasia, ma anche di formare – nel senso di “dare forma” alle paure e ai sogni, dei più piccoli come dei grandi. Infine, in “Aspettando Alice”  one-woman-show del gruppo Atelier 45 di Cluj – riscontriamo un’ulteriore declinazione, tutta moderna, della favola: la spensieratezza – e la riscoperta – del mondo dell’infanzia, vista come opportunità “liberatoria” per l’individuo adulto che talvolta prende troppo sul serio se stesso. Per il futuro, dopo questa fase iniziale di consolidamento, il Festival intende internazionalizzare ulteriormente il proprio profilo, sia sul piano dei contenuti artistici proposti al pubblico, sia su quello, più ampio, del coinvolgimento attivo di persone, gruppi artistici e istituzioni che hanno a cuore gli stessi ideali che ci guidano. Il nostro viaggio continua, negli spazi generosi dell’Accademia di Romania, insieme a voi che ci accompagnate, sempre più numerosi, anno dopo anno.

Letteria Giuffrè – direttrice artistica del festival

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Il festival III edizione

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Torna dall’11 al 14 luglio 2013 all’Accademia di Romania a Villa Borghese, la terza edizione del festival italo-romeno teatROmania _ emersioni sceniche. Il festival, finanziato dall’Istituto Culturale Romeno di Bucarest, giunge alla sua terza edizione. Il progetto nasce nel 2010 dall’iniziativa congiunta di due associazioni culturali, la Telluris Associati di Pontedera  e FIRI (Forum degli Intellettuali Romeni d’Italia) di Roma, in collaborazione con l’Accademia di Romania, che ospita la manifestazione nei sui bellissimi spazi. La scommessa è quella di stimolare il dialogo italo-romeno intorno al teatro come luogo privilegiato di indagine, confronto e condivisione: una possibilità di incontro tra compagnie teatrali, artisti e pubblico che consente di approfondire la conoscenza reciproca. Non si tratta soltanto di ospitare una rassegna di teatro estero o dell’Est, ma di portare sulla stessa scena compagnie e artisti provenienti da tradizioni teatrali diverse, capaci di offrire al pubblico di Roma fermenti culturali di qualità e rilevanti per il confronto critico con la contemporaneità. L’edizione 2013 del festival si propone di consolidare la continuità dell’iniziativa nella stagione estiva romana, all’insegna del dialogo interculturale e del pluralismo di linguaggi scenici. La terza edizione comprende sei spettacoli, nell’ambito di quattro sere consecutive.

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Il festival II edizione

Se avessi i mezzi, non farei altro che una panca di legno in mezzo al mare. Costruzione grandiosa di quercia ben levigata, per farvi riposare, durante la tempesta, i gabbiani più pigri. E’ faticoso dover spingere continuamente l’onda, facendola come impazire. Il vento, soprattutto lui, vi si potrebbe sedere di tanto in tanto. E dire così, pensando a me “Non ha fatto niente di buono nella sua vita, solo questa panca di legno, intorno alla quale ha messo il mare”. Ci ho pensato bene, questo lo farei proprio con tutto il cuore. Sarebbe come un rifugio, da starci con la testa tra le mani in mezzo all’anima.

da Giona di Marin Sorescu

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Giunge alla seconda edizione “teatRomania_emersioni sceniche” e lo sguardo si focalizza sulla creazione drammaturgica contemporanea. Non possiamo dimenticare però chi in questo anno ci ha lasciati, a quarant’anni esatti dall’apertura della più nota casa editrice dedicata al teatro, segnando, per questo e per tanto altro, la storia culturale del nostro paese. Non possiamo non essere solidali con chi, invece, occupa e protesta sui palcoscenici, martoriati dai tagli alla cultura. Ne siamo tutti coinvolti, e il teatro, fatto di persone, maestranze, artigiani, e anche di incontri, parole, sguardi e emozioni, non vuol dormire.

Mi piace pensare, oggi, che il sipario su questa seconda edizione si è appena alzato, che il nostro palcoscenico sia come la panca di quercia evocata da Sorescu: un rifugio temporaneo per i più pigri. Forse provocatorio questo, in una società dove chi urla più forte è più bravo, dove produzione si equivale ad arricchimento personale, dove le voci fuori dal coro continuano a non essere gradite e abilmente ignorate. Così, semplicemente, chi fa cultura lavora inutilmente, per il nostro inutile essere, la nostra inutile coscienza, il nostro inutile pensiero, le nostre inutili speranze. Svegli, ma pigri, raccogliamo pezzi di palcoscenico per l’allestimento della mostra Premio Hystrio-Occhi di scena, che apre la nostra rassegna.

L’interrogazione esistenziale e la sfida dei sistemi di valori e delle gerarchie di potere che, di volta in volta, si vengono a costituire storicamente, spesso a scapito di minoranze o gruppi umani vulnerabili, sono le tematiche  emerse dai lavori presenti quest’anno in programma. I contenuti giocano attorno alla polarità locale (o nazionale) – universale, evidenziata tanto dai lavori strettamente contemporanei nella loro “ubiquità”,  come il caso dell’Uomo spazzatura show tratto da Vișniec, quanto da quei lavori apparentemente legati a temi storici, come quelli dedicati al nazismo o alla dittatura comunista, che riguardano ancora da vicino il nostro vivere civile e sociale, in un’Europa in cui sono morte le grandi ideologie, ma non le loro conseguenze per la vita di tutti i cittadini. La voce del buffone o del pazzo grida nel “deserto” per denunciare le ingiustizie del passato e le storture del presente. Sulla scena vengono così a prendere corpo, attraverso le forme specifiche del teatro, tutt’una serie di contraddizioni, tensioni e pensieri rimossi o non compresi, che richiedono di essere palesati, illuminati e trasfigurati.

“teatROmania/emersioni sceniche” nasce nel 2010 dall’iniziativa congiunta di due associazioni culturali, una toscana – Telluris Associati – e l’altra con sede a Roma – FIRI -, e un’istituzione culturale estera molto attiva nel contesto romano, l’Accademia di Romania, che ospita la manifestazione.

La scommessa è quella di stimolare il dialogo italo-romeno intorno alla scena come luogo privilegiato di indagine, confronto e condivisione: una possibilità di incontro tra compagnie teatrali, artisti e pubblico che consente di approfondire la conoscenza reciproca tramite la promozione di un manifesto culturale promettente. Non si tratta soltanto di ospitare una rassegna di teatro estero o dell’Est, ma di portare sulla stessa scena compagnie e artisti provenienti da tradizioni teatrali diverse, capaci di offrire al pubblico di Roma fermenti culturali di qualità e rilevanti per il confronto critico con la contemporaneità.

Letteria Giuffrè Pagano – direzione artistica del festival

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Il festival I edizione

SPAZI_APERTI_2010_IT_LUCA.qxpUna piccola intuizione e il calore del pubblico che nel maggio 2009 ci ha accolto nello spazio della “rotonda”, all’Accademia di Romania, nell’ambito dell’ormai nota rassegna Spazi Aperti, danno l’incipit alla nascita di questo festival dedicato alle arti sceniche contemporanee. L’occasione, forse unica fino a questo momento, per uno speciale incontro tra due realtà culturali, quella romena e quella italiana, che si propongono, con la rispettiva storia e ricerca artistica, nel palcoscenico della città eterna. Inizia così a delinearsi un progetto, accolto, perfezionato e sostenuto con professionalità e entusiasmo dall’Accademia di Romania in Roma.

TeatROmania/emersioni sceniche 2010 non solo mira a favorire la penetrazione dell’ancora poco conosciuto teatro romeno contemporaneo, inteso nel suo senso più ampio, ma spera di crescere, di diventare un riferimento per artisti e pubblico, di stimolare la conoscenza reciproca e l’amicizia offrendo un nuovo punto di osservazione. Privilegiando le piccole compagnie, il linguaggio di ricerca, ma anche quelle esperienze che attingono dal patrimonio culturale più profondo e articolato, linfa vitale pulsante e in continua trasformazione, proponiamo per questa prima edizione cinque serate di spettacolo e un incontro pomeridiano con gli artisti invitati.

Accanto ai reading teatrali e a performance in cui linguaggi della danza, del teatro, della letteratura, delle arti visive si danno appuntamento, i concerti ci lasciano intuire non solo delle affinità nella ricerca ma anche un comune sentire che cerca di manifestarsi. Il mio augurio è che la “rotonda”, luogo fisico degli spettacoli, sia lo spazio dell’accoglienza, dei complessi rimandi tra arte e vita, dell’emergenza innovativa, dell’esposizione e dell’intimità. In momenti come questo non è poco vedere la nascita di un nuovo evento, non è poco trovare occasioni, di dialogo e di confronto, nella Cultura, quella che si fa vivendo ciò che noi siamo veramente.

Letteria Giuffrè Pagano
Direttore artistico
“teatROmania”

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