balamacabi

Balamacabi e il tempo della dimenticanza
di Cesare Galli e Letteria Giuffrè Pagano

regia Letteria Giuffrè Pagano

con Cesare Galli e i bambini della scuola primaria di Peccioli
percussioni Gigi Nencioni
luci Cristina Fresia, scene Spazio T.A.
in collaborazione con Fondazione Pontedera Teatro
Assessorato alla Cultura del Comune di Peccioli

 

Tanto, tanto tempo fa, in un luogo lontano lontano, ma più vicino di quanto si possa immaginare, viveva una tribù di uomini piccoli come bambini, era la tribù dei Balamacabi. Era il tempo della dimenticanza, un tempo terribile in cui gli uomini perdevano memoria di ogni cosa e piano piano morivano. I Balamacabi vivevano in uno strano bosco, ricco di succosi frutti di cui si nutrivano, ma passavano le giornate dormendo e litigando tra loro, non sapeveno fare altro ormai. Ma un giorno un viaggiatore, da tempo alla ricerca dei Balamacabi, giunse nel loro bosco…

La voce di una nonna da inizio all’avventura di un attore e ben trentasei bambini in scena: questo spettacolo è stata la nostra grande scommessa!
A Peccioli, in collaborazione con la Fondazione Pontedera Teatro, abbiamo realizzato per diversi anni un progetto sperimentale con la scuola primaria. Ricchi delle esperienze di formazione del C.S.R.T. Di Pontedera (Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale) ci siamo concentrati in produzioni indipendenti e nell’autoformazione, così abbiamo anche iniziato in  Valdera l’esperimento che tutt’ora esiste a Pontedera:  è stato infatti in questi anni, tra il 2001 e il 2003, che abbiamo gettato le fondamenta del nostro lavoro con i bambini, e Balamacabi è uno dei frutti, impermeato di quella grazia, forza e irripetibilità che il teatro inesorabilmente concede solo qualche volta.
L’idea nasce durante il laboratorio con la classe terza. Il nostro percorso, incentrato sui miti di creazione e i giochi da cortile (quelli che si fanno all’aria aperta, in gruppo) procede attraverso una riscoperta del gioco dell’infanzia e lo stimolo dell’immaginazione attiva. Lavoriamo per un anno scolastico sulle storie narrate, le trasformiamo in giochi, in ambienti da abitare fisicamente,
inventiamo ritmi e situazioni, disegnamo gli scenari, cerchiamo le atmosfere.
La tribù dei Balamacabi vive in un tempo futuro, dove gli uomini perdono memoria del loro passato e fanno guerre. Saman ha il compito di re-insegnare al piccolo popolo a giocare raccontando storie mitologiche sull’origine del mondo contenute nel suo grande libro. Così anche nello spettacolo la narrazione diventa gioco, vissuto nel corpo e nella voce, e attraverso le regole (come ogni gioco che si rispetti!) da grande libertà ai bambini di poter fare le loro proposte. Non lasciamo fuori neanche la danza libera e i ritmi delle percussioni, che arricchiscono questa ricerca di suggestioni.Tutto il corpo gioca e vive attraverso il simbolismo e le regole del gioco, sensazioni, emozioni, speranze. Forse modi di rappresentare ed esorcizzare la realtà che mirano al superamento degli ostacoli interiori ed esteriori.
Balamacabi è uno spettacolo in cui si gioca veramente e l’andamento non è del tutto prevedibile, abbiamo voluto osare col teatro.
Presentato a: Peccioli, Spazio Polivalente 2003 – Festival la piazza degli dei, Caffè Haus 2003
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