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29 ottobre 2015

Con Piccole storie per un teatro stabile Capannoli e Santo Pietro

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La rassegna di grande successo “Piccole storie” ideata dalla compagnia Telluris Associati in collaborazione col Comune di Capannoli, volge al terzo anno consecutivo.

Il teatro comunale di Capannoli è in ristrutturazione e, in attesa della riapertura, le “Piccole storie” proseguono per questo autunno, assieme ai laboratori di teatro per piccoli e grandi, alla Villa Baciocchi e al Centro sociale di Santo Pietro Belvedere.

Due gli spettacoli in programmazione, per il periodo che ci separa alla riapertura del teatro, come sempre a cadenza mensile: domenica 8 novembre alle 16.30 la compagnia torinese Il Mutamento Zona Castalia porta in scena al Centro Sociale di Santo Pietro Belvedere “Le favole del Pañcatantra” storie che vengono dall’India e ci conducono in mondi magici come nelle Mille e una Notte, narrate da Eliana Cantone con musica dal vivo eseguita da Giulio Berutto, momento imperdibile anche per i più piccini.

Sempre la fiaba affiora nell’evento “Aspettando il Natale” in programmazione per la domenica 20 dicembre alle 16.30 presso la Villa Baciocchi, con la storia di  “Ombre nel bosco” della compagnia di casa, con Tazio Torrini e la partecipazione dei bambini del laboratorio di teatro, per la regia di Letteria Giuffrè, dove luci e magia ci avvolgono in un’atmosfera suggestiva.

Tutti i lunedì a partire da ottobre si organizzano infatti i laboratori di espressività teatrale per bambini dai 6 ai 10 anni. “Il teatro è uno strumento importante sia sul piano della crescita personale che dell’educazione: aiuta conoscere se stessi, ad esprimersi, a mettersi in gioco e sviluppare la propria creatività. Per questo è utile avvicinarsi al gioco del teatro, propedeutico non solo all’attività teatrale in quanto tale, ma soprattutto alla corretta gestione del proprio corpo e della propria espressività, in rapporto al gruppo, alla diversità di ciascuno, allo spazio che ci circonda. L’obiettivo principale è quello di sviluppare la creatività, liberare forze e capacità già presenti nei bambini e nei ragazzi, rispettando le naturali attitudini”.

Sono inoltre aperte le iscrizioni ai corsi per ragazzi dagli 11 ai 18 anni e per gli adulti, allo scopo di creare dei gruppi stabili che abbiamo voce nel nuovo teatro. Per ogni corso è previsto un saggio finale.

Info e iscrizioni: telluris.associati@yahoo.it

Ingresso 4 € intero – 3 € ridotto

DOVE: Villa Baciocchi, Capannoli – Centro Sociale, Santo Pietro Belvedere

QUANDO: tutti i lunedi dalle 17 alle 18,30 da ottobre a dicembre, laboratorio di teatro per bambini 6-10 anni presso la Villa Baciocchi, Capannoli

domenica 8 novembre alle 16.30 “Le favole del Pañcatantra” della compagnia torinese Il Mutamento Zona Castalia, Centro Sociale di Santo Pietro Belvedere

domenica 20 dicembre alle 16.30 “Aspettando il Natale” con la storia di  “Ombre nel bosco” della compagnia Telluris Associati e la partecipazione dei bambini del laboratorio di teatro, Villa Baciocchi, Capannoli

info e contatti 347.2113520 – 340.5577393 telluris.associati@yahoo.it, www.telluris.it

Seguiteci sulla pagina FB – piccolestoriecapannoli

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5 ottobre 2015

Con Piccole storie per il terzo anno a Capannoli

Il grande successo della rassegna “Piccole storie” e il calore di bambini e genitori ci ha sostenuti negli ultimi anni, regalandoci emozioni, sorrisi e incoraggiandoci nonostante le difficoltà di questi tempi. Per il terzo anno consecutivo noi della compagnia Telluris Associati in collaborazione col Comune di Capannoli proponiamo una serie di iniziative rivolte al pubblico più giovane e non solo.

Il teatro comunale di Capannoli adesso è in ristrutturazione ma non vogliamo lasciarvi senza le “Piccole storie”, così assieme ai laboratori di teatro per piccoli e grandi, vi proponiamo due spettacoli per il periodo che ci separa, speriamo, alla riapertura del teatro.

Le favole del Pañcatantra, in scena a novembre presso il Centro Sociale di Santo Pietro Belvedere, vengono dall’India e ci conducono in mondi magici come nelle Mille e una Notte. Storie narrate con musica dal vivo, momento imperdibile anche per i più piccini. Sempre la fiaba affiora nell’evento “Aspettando il Natale” alla Villa Baciocchi, con la storia di Ombre nel bosco dove luci e magia ci avvolgono in un’atmosfera suggestiva.

I LABORATORI PER BAMBINI – RAGAZZI – ADULTI

Il teatro è uno strumento importante sul piano della crescita personale e dell’educazione: per conoscere se stessi, per imparare ad esprimersi, mettersi in gioco e sviluppare la propria creatività. Per questo è utile avvicinarsi al gioco del teatro, propedeutico non solo all’attività teatrale in quanto tale, ma soprattutto alla corretta gestione del proprio corpo e delle proprie espressività, nel gruppo e nello spazio. L’obiettivo principale è quello di sviluppare la creatività, liberare forze e capacità già presenti nei bambini e nei ragazzi e, perché no, anche di quegli adulti che hanno voglia di mettersi in gioco e divertirsi insieme.

Seguiteci sulla pagina FB – piccolestoriecapannoli

 Info e iscrizioni: telluris.associati@yahoo.it

tel. 347.2113520 – 340.5577393

16 gennaio 2015

Con Apix e i colori smarriti riparte la stagione al teatro comunale di Capannoli

Apix e i colori smarriti - Teatro Era - PontederaAl via la seconda parte del cartellone ragazzi del Teatro di Capannoli, a cura di Telluris Associati, con tre nuovi appuntamenti fino alla fine di marzo.

Domenica 18 alle 16,30  Telluris, in collaborazione con Associazione di promozione sociale Tutti Giù Per Terra, torna ad affrontare le tematiche ambientali con  “Apix e i colori smarriti”, spettacolo a sfondo ecologico che ha per protagonista Apix Apirù, estroso scienziato che va alla ricerca delle api scomparse in un mondo che ha perso improvvisamente la poesia dei fiori e dei colori. Lo aiuteranno nella sua ricerca i suoi buffi strumenti e una strana scoperta che gli rivelerà cosa ha fatto sparire le api…. Con questo spettacolo Telluris affronta una tematica inquietante e attuale con un linguaggio accessibile anche ai più piccoli grazie agli strumenti del teatro multimediale: ad accompagnare le gesta di Apix sarà un coloratissimo video musicale elaborato a partire dai disegni dei bambini che hanno partecipato ai percorsi teatrali “Atelier della fiaba” che Telluris tiene da anni a Pontedera. Con Tazio Torrini, regia di Letteria Giuffré Pagano.

Dove: Teatro Comunale di Capannoli, piazza del Popolo 1

Quando: Domenica 18 gennaio ore 16,30

Prezzi: 3 euro il ridotto famiglia

Info e prenotazioni:  3472113520 – 3405577393

Email: tellurisassociati@libero.it– FB : Telluris Associati – Piccole Storie

14 dicembre 2014

“Piccole Storie” rassegna di teatro ragazzi a Capannoli

Per due foglie di prezzemolo

prezzemoloCapitava un tempo che frutta e verdura si portassero a teatro per bersagliare i malcapitati attori non all’altezza delle aspettative del pubblico; ma ora frutta e verdura salgono alla ribalta per recitare insieme allle interpreti di questa originale versione di “Prezzemolina” di Italo Calvino.

Chi ha avuto modo di apprezzare la loro bravura lo scorso fine settimana in “Little sweet concert”, lo spettacolo-concerto per bimbi  0-3 anni, non potrà fare a meno di tornare il 14 dicembre per ammirare un altro gioiello di Teatro dell’Aringa, alias Alice Casarosa, Alice Maestroni e Irene Rametta, talentuose attrici-cantanti formatesi presso il Teatro di Pontedera e che ora si dividono in progetti tra la Valdera e l’Olanda.

Telluris, in collaborazione con l’amministrazione di Capannoli, conferma  così la sua vocazione di talent scout dei creativi locali, cui offre sostegno materiale e spazi per provare, allestire e presentare i loro lavori, nella cornice del Teatro Comunale di Capannoli, che grazie a queste iniziative trova spesso modo di essere vissuto in maniera alternativa grazie anche a un originale riuso dello spazio scenico, per creare un nuovo e fecondo rapporto fra cittadini e artisti.

“Per due foglie di prezzemolo” è un originale sequel della classica fiaba di Prezzemolina: in una cucina piena di pentolini, fumi e profumi le tre fate, Betulla, Calendula e Amarena, stanno riempiendo il loro pentolone di ingredienti, parole magiche e musica; è giornata di grandi ricette, di pozioni amorose e incantesimi dispettosi, ma nel pieno dell’allegra sinfonia si accorgono con stupore che manca un unico ingrediente…il prezzemolo! Sarà il momento in cui le tre fate-streghe, ricordando, rivivranno l’incredibile storia di Prezzemolina con giochi di colori, frutta, verdura, pozioni, polvere magica, canti e musica in un’ atmosfera senza tempo…

Di e con: Alice Casarosa, Alice Maestroni, Irene Rametta

Dove: Teatro Comunale di Capannoli, piazza del Popolo 1

Quando: Domenica 14 Dicembre 2015 ore 16,30

7 dicembre 2014

“Piccole Storie” rassegna di teatro ragazzi a Capannoli

concerto-spettacolo dedicato ai piccolissimi

“A LITTLE SWEET CONCERT”

IMG_20141207_162607Questo spettacolo nasce nel Teatro Comunale di Capannoli, nell’ambito di un progetto di residenza della Compagnia Telluris Associati che gestisce la rassegna ormai per il secondo anno. E’ uno spettacolo/concerto per bambini dal concepimento ai 36 mesi e i loro genitori ideato dal Teatro dell’Aringa, gruppo giovanile,  in collaborazione con Telluris.

Un esperimento per piccoli e grandi ascoltatori: il concerto sarà un’esperienza di immersione nel linguaggio espressivo musicale. Vivere esperienze di ascolto e interazione con la musica è una grande occasione, soprattutto per chi ha la fortuna di provarlo nei primi 3 anni di vita, quando la capacità potenziale di apprendimento è al suo apice; così il bambino, che durante tutto lo spettacolo sarà libero di muoversi nello spazio, avrà  la possibilità di entrare in dialogo con la musica in un modo del tutto libero e personale.

Il canto, il ritmo e il movimento, elementi fondanti di questo spettacolo, permettono alle 3 attrici/cantanti di creare un’atmosfera di scoperta, gioco e crescita, dove sia il bambino che l’adulto potranno immergersi insieme e assecondare i loro diversi modi di percepire e reagire.

Produzione: Teatro dell’Aringa in collaborazione con Telluris Associati

Durata: 40 minuti

Capienza massima: 50 persone tra donne incinte, bambini e genitori

Dove: Capannoli (PI) , Teatro Comunale, Piazza del Popolo 1

Orario spettacoli: SABATO 6 DICEMBRE       ORE 16,30 E 18

                            

25 ottobre 2014

I nostri laboratori al teatro comunale di Capannoli

stagione 2014-2015

 Laboratorio di Teatro per i piccolissimi

3-5 anni

un due tre Pinocchi!

Un laboratorio di teatro per i più piccoli, pensato su misura per loro. Un luogo per il gioco creativo e cooperativo, ma anche un luogo in cui si ascoltano storie e fiabe nuove e antiche. Dall’esperienza dell’Atelier della fiaba nelle scuole dell’infanzia nasce questo percorso pomeridiano aperto a tutti i bimbi che vogliono esplorare la fantasia, ascoltare e inventare nuove storie.

Quando: il LUNEDI dalle 16.30 alle 17.30

inizio 3 novembre 2014

Laboratorio di Teatro per i piccoli

6-10 anni

 Tazio TorriniGli splendidi strumenti dell’arte del teatro:  il movimento del corpo, l’esplorazione delle possibilità della voce, la scrittura creativa, la narrazione, il gioco simbolico e la drammatizzazione, attivano processi fondamentali per una sana e armoniosa crescita dei bambini. Affinando percezione e immaginazione, incanalando le energie vitali nelle corrette direzioni, diventiamo più consapevoli delle nostre capacità e meglio predisposti alle relazioni con gli altri. Questo laboratorio teatrale è un’occasione di crescita e di confronto attraverso il gioco creativo.

Quando: il LUNEDI dalle 17.30 alle 19

inizio 3 novembre 2014

Laboratorio di Teatro per adulti

_DSC0515Il laboratorio è un percorso aperto a chi ha voglia di mettersi in gioco, un percorso pensato per lavorare sul teatro non solo come mezzo espressivo, ma anche per trovare un diverso modo di ascoltare, elaborare e rappresentare la realtà che ci circonda. Un laboratorio ludicamente impegnato che si nutrirà di attualità, poesie, letture e soprattutto delle vostre proposte per confrontarsi sul ruolo e la necessità del teatro e proporre un piccolo evento finale aperto al pubblico.

Quando: il LUNEDI dalle 20.30 alle 22,30

inizio 3 novembre 2014 (per gli insegnanti si fornisce certificazione del corso ai fini dell’aggiornamento)

 INFO e ISCRIZIONI: tellurisassociati@libero.it TEL. 348.4934104

Fb: TELLURIS ASSOCIATI –  www.telluris.it

Teatro Comunale di Capannoli – Piazza del Popolo 8

18 novembre 2013

Al teatro di Capannoli si scaldano i motori per “Piccole Storie”

fataflora

Manca poco più di una settimana all’avvio di “Piccole Storie”, la nuova stagione di teatro ragazzi che si terrà al Teatro Comunale Capannoli a partire da domenica 24 novembre per ripetersi ogni terza domenica del mese fino al 13 aprile. La rassegna è il frutto di una nuova collaborazione tra amministrazione comunale di Capannoli e Telluris Associati, compagnia operativa in Valdera le cui attività spaziano dal teatro ragazzi a quello per adulti per arrivare alla organizzazione di rassegne e festivals, con un raggio d’azione che dalla Toscana arriva all’estero.

La rassegna mette in campo ben sette spettacoli domenicali per famiglie, un impegno notevole in un periodo di scarse risorse per tutti. E proprio tenendo conto del momento difficile che tante famiglie stanno attraversando, si è pensato a una politica di costi popolarissimi: 3 euro a persona per le famiglie. “Si tratta un’offerta che non ha paragoni con altre realtà del territorio” spiega la direttrice-regista Letteria Giuffré Pagano “ma la nostra idea è quella di sostenere e finanziare la stagione proponendo un biglietto alla portata di tutti. Una stagione che sia quindi sostenuta dal pubblico e che al pubblico si rivolga”. Altre attività, fra cui laboratori teatrali, si affiancheranno a questa prima rassegna mano a mano che questo progetto, assolutamente nuovo, riuscirà a svilupparsi e farsi conoscere.

Si comincia domenica 24 alle 16,30 coll’applauditissimo “Uno due tre, Pinocchio!” di Telluris Associati, con Cesare Galli e Tazio Torrini, divertente spettacolo a metà tra teatro di strada e commedia dell’arte, dove originali invenzioni situano Pinocchio in una Italia strapaesana e multi dialettale. Dopo lo spettacolo gli attori offrono la merenda ai bimbi presenti

Ingresso 4 € intero – 3 € ridotto

Arriva Apix Apirù scienziato a testa in giù 

3 febbraio 2013

Applausi in Romania per “La colonna infinita”

16 giugno 2012

Estratti stampa

Lo spettacolo nasce da un apparente silenzio, da una tenue elevazione dal quotidiano, per crescere come un magma, un’onda, culminando nella scena finale, dalla massima intensità, concentrazione e malleabilità, attraverso l’entrata nella pelle del personaggio, similmente a un atto sciamanico riuscito, di cambio di identità”.

Cristina Scarlat, Mircea Eliade, hermeneutica spectacolului II, Iași, 2011

“È terribile quanto facilmente si possa mancare la bellezza del mondo, come possano scivolare tra le dita attimi fondamentali. Lo spettacolo La colonna infinita ha la bellezza, la raffinatezza e la densità riflessiva di un poema o di un’opera d’arte. Il messaggio è reso essenzialie e trasmesso attraversp diversi linguaggi artistici: sequenze d’interpretazione attoriale, musica, luci e proiezioni video. Il travaglio tormentato dell’artista Constantin Brâncuşi alla ricerca dell’opera perfetta è reso dall’attore italiano in scene di teatro-danza dalle quali risorgono dinanzi allo spettatore, uno dopo l’altro, lavori famosi dell’opera dello scultore romeno: ‘La colonna infinita’, ‘La porta del bacio’, ‘Signorina Pogany’, ‘Il gallo’. Il carattere fortemente visivo dello spettacolo è dovuto alla formazione artistica della regista Letteria Giuffrè Pagano”.

Laura Huiban, FărăFiltru.net,Ziarul de Bacău, aprile 2012

 

“Il testo di Mircea Eliade, La colonna infinita, è un saggio drammatico denso, profondo, sulla filosofia della creazione, la condizione del creatore, il legame tra sacro e profano, l’aspirazione all’assoluto, la cui figura centrale è Constantin Brâncuși. Oltre alla colonna infinita, forma che dovrebbe contenere tutte le forme, sulla scena prendono vita anche altre celebri opere del grande scultore, ricreate da Tazio Torrini con l’aiuto del proprio corpo e di alcuni teli. Sono così riconoscibili ‘L’Uovo’, ‘Mademoiselle Pogany’, ‘Il Gallo’, ovviamente solo se le si conosce già. Il peso della rappresentazione è portato da Tazio Torrini, che si è trasposto con estrema duttilità in più personaggi e molteplici metamorfosi, che intendono esprimere le ricerche, il tormento, lo strazio permanente dell’artista, le sue incertezze e interrogazioni, lo slancio verso la perfezione, l’aspirazione all’assoluto”.

Carmen Mihalache, Deșteptarea, aprile 2012

 

“Il travaglio artistico è il tema intorno al quale è costruito l’intera pièce. Combinando danza, recitazione, movimenti acrobatici con l’inserzione di proiezioni, l’attore Tazio Torrini raffigura il maestro Brâncuşi stesso, l’artista nel suo eterno ricercare. L’opera diventa arte nel suo movimento di divenire, nella sua trasformazione da ‘argilla’ primaria a sostanza ‘angelica’.

Attraversando momenti di forte lacerazione interiore, marcando con pathos effervescente e spasmi muscolari i tentativi di creazione, l’attore comprova la sua credibilità riuscendo a incarnare non solo scultore Brâncuşi, bensì qualsiasi Efesto presente lungo il tempo. Registicamente parlando, Letteria Giuffrè Pagano ha rischiato soprattutto per aver deciso di mettere un simile testo in scena: una costruzione quasi poetica, una ars poetica della maestria stessa, via sinuosa dalla materia grezza alla materia adempiuta. Il gioco delle luci, cui si aggiunge il ludico delle ombre proiettate, hanno trasformato la messa in scena in un’azione pittorica: la scena è dipinta con i movimenti dell’attore. Uno spettacolo difficile da digerire, pieno di contraddizioni, pieno di senso, pieno di sostanza. Una lezione per ciascuno di noi. In fondo, siamo tutti gli artisti delle nostre esistenze.”

Andreea Frate, Portal SM, maggio 2012

“La colonna infinita” è un one-man-show alle più alte quote della qualità artistica, nell’interpretazione dell’attore Tazio Torrini”.

  Alexandru Ramadan, Adevărul, maggio 2012

Un incontro col teatro, un incontro con due titani della cultura universale, Constantin Brâncuşi e Mircea Eliade, che si sono ritrovati insieme sulla scena di un teatro, avvolti nel manto delle domande sulla creazione, il sacro e l’universalità”.

Alin Zaharie, Zi de zi, maggio 2012

Un dramma suggestivo, La colonna infinita di Mircea Eliade, adattato e diretto per la scena da Letteria Giuffrè Pagano, con la traduzione in italiano di Horia Corneliu Cicortas.

La regista condensa la pièce in un nucleo denso di significati veicolati tramite interazioni di immagini, luci, suoni e parole, il cui catalizzatore è la partitura dell’attore: nel caso specifico, Tazio Torrini, unico performer per tutti i ruoli. Scelta drammaturgica felice, quella di far assumere a un singolo attore tutti i personaggi: perché i vari bambini, adulti e anziani presenti lungo il copione originale di Eliade sembrano essere molteplici identità di Brancusi medesimo, in dialogo con vari aspetti della vita, ma anche col mistero di un’Opera che sfida il senso di un’esistenza intera. Così, l’attore intreccia dinamismi quasi danzanti a passaggi drammatizzati compresi fra il monologo e il dialogo, mentre interventi video e sonore colonne accompagnano vari frangenti aggiungendo senso e sensi. Come se ci fosse un inespresso che chiede di sorgere, un mondo invisibile, ben più vasto di ogni certezza e impresa umana. Un modo impressivo per restituire allo spettatore la fatica e il tormento dell’artista di fronte ai territori impervi, che precedono la creazione del Nuovo ma anche il rinnovamento di Sé, oltre il Sé. Insomma, La colonna infinita un invito alla rigenerante sperimentazione del Mistero.

Damiano Pignedoli, Milano, giugno 2010 (ripreso in www.fermapolitica.ro, aprile 2012)

 

Tournée in Romania della compagnia Toscana Telluris Associati

un omaggio a Brancusi

15 maggio 2012

Parte da Târgu Jiu la tournée romena della Compagnia Telluris Associati di Pontedera, con il one-man-show “La colonna infinita” di Mircea Eliade, con Tazio Torrini nella regia di Letteria Giuffrè Pagano.

Lo spettacolo, incentrato sulla figura grande scultore Constantin Brâncuși, è stato presentato finora in diverse città italiane (tra cui Firenze, La Spezia, Messina, Roma, Milano e Padova), e torna in Romania dopo la recente presenza al Festival internazionale Gala Star di Bacău, dove è stato calorosamente accolto da critica e pubblico.

La città di Tg. Jiu, nella regione dove Brâncuși è nato, ospita la famosa Colonna infinita e altre opere  dello scultore, tra cui Il Tavolo del Silenzio e La Porta del Bacio. E’ la prima volta che lo spettacolo “La colonna infinita” viene rappresentato nella città del monumento omonimo. “Un’ opportunità  unica quella di essere stati invitati con questo spettacolo proprio in Romania, dov’è la Colonna infinita, l’opera che ha ispirato non solo questo spettacolo ma anche dalla quale è partito il nostro progetto di scambio culturale, di cui il festival  teatROmania_emersioni sceniche è un esempio” dice la regista Letteria Giuffrè.

Dopo la tappa nel festival di teatro di Tg. Jiu, domenica 20 maggio, la pièce sarà messa in scena in tre città della Transilvania: Oradea (22 maggio), Satu Mare (24 maggio) e Târgu Mureș (26 maggio).

L’Atelier della Fiaba incontra anche gli adulti

9 aprile 2010

Si è concluso ieri il percorso dell’Atelier della fiaba nella scuola dell’infanzia del Villaggio Piaggio a Pontedera, dopo le scuole Corridonivia IndipendenzaDe GasperiDiazLa Rotta, Morandi : all’incontro hanno partecipato i bambini, le insegnanti e i genitori della sezione dei quattro anni.

L’attore e autore Cesare Galli, ha condotto il laboratorio con i bambini, riscuotendo molto successo con la sua versione della fiaba del Brutto anatroccolo, spettacolo appena presentato sull’Amiata, nell’ambito della rassegna organizzata da Libero Circuito.

Nel corso dell’incontro è stato presentato il documentario girato e diretto da Carla Pampaluna di Presavisione, che ha permesso ai genitori di “spiare” brevemente ma in modo efficace, alcuni momenti salienti del percorso dell’Atelier in cui erano coinvolti i loro bambini. Progetto promosso dall’Assessorato alla Pubblica istruzione del Comune di Pontedera, con contrubuto della Provincia di Pisa.

Carla Pampaluna – foto di Maurizio Poli

Esplorazioni tra immagine e racconto

30 Marzo 2010

E’ giunto al suo incontro conclusivo il percorso creativo Atelier giocaBaj, il muro racconta…. con i bambini della scuola dell’infanzia Il girotondodel Comune di Cascina.

Il percorso laboratoriale si è articolato in diverse tappe, compresa la visita dei bambini e delle insegnanti al Muro di Pontedera, nota opera dell’artista Enrico Baj. L’esperienza, sotto la guida dell’artista e regista Letteria Giuffrè Pagano, ha coinvolto non solo i bambini e le insegnanti, ma anche le famiglie che, con entusiasmo e collaborazione, hanno raccolto i materiali riciclati che i bambini hanno successivamente rielaborato. La fiaba, con le sue caratteristiche narrative, è stata la vera protagonista del percorso: grazie ai personaggi inventati dai bambini e alle storie che sono nate dai personaggi, colori, tessuti e materiali di uso quotidiano.

Oltre la fiaba, verso il teatro…

26 Gennaio 2010

Foto di Carla Pampaluna

La compagnia Telluris Associati ha avviato anche quest’anno i percorsi creativi con i bambini delle scuole dell’infanzia, nell’ambito del progetto pluriennale Atelier della fiaba, promosso dall’Assessorato all’Istruzione del Comune di Pontedera.

La fiaba inedita I voli di Azul scritta da Serena Gatti e la conosciutaHansel e Gretel interpretata da Cesare Galli, saranno tra le protagoniste di questi incontri-laboratorio per e con i bambini.

Traininggiochi teatralinarrazioni interattive, elaborazioni grafiche e tanto lavoro e dialogo tra le insegnanti e gli artisti tellurici, tutto questo, e grazie al sostegno di chi crede in questo progetto, contribuirà a segnare un’altra tappa di quest’avventura.

I Telluris Associati a Fiabesque ’09

15 Dicembre 2009

Mentre l’inverno e la neve rendono difficile ma fortemente suggestivo l’evento di Fiabesque a Peccioli, l’Atelier della fiaba apre le sue porte al pubblico di grandi e piccini, nonni compresi, tra i vicoli della città delle fiabe…

omaggio a Bruno Munari: i workshop di Fiabeque’09

20, 26 dicembre ‘09
6 gennaio ‘10

Via Matteotti, 42

Peccioli: la città delle fiabe

Questo è un luogo in cui si “fabbricano” le fiabe, nuove e vecchie, vicine e lontane… Un grande libro sarà realizzato da tutti i bambini (e dai loro genitori) che parteciperanno al laboratorio, grandi pagine dove scrivere frammenti di fiabe ascoltate durante Fiabesque o colte nei libri messi a disposizione nello spazio del laboratorio.Le pagine saranno arricchite anche da disegni, pitture, collage. Il laboratorio si modificherà in ogni momento, ci saranno momenti per suoni e musiche, letture e narrazioni, video proiezioni e giochi con le ombre.
Apparirà così una fiaba squinternata, ma composta un po’ da tutti, grandi e piccoli. I partecipanti illustreranno a loro piacimento scene di fiabe varie, raccattate un po’ qua e un po’ là. Ciascuno potrà realizzare pagine da inserire nel libro, o lasciare fogli sparsi da appendere nei vicoli o, ancora, portarli via con sé in un luogo segreto.

www.fiabesque.org

Pubblicato il primo volume dell’atelier della fiaba

23 novembre 2009

ATELIER_FIABA_invito (fronte)Venerdi scorso, 27 novembre, presso il Centro per l’Arte Contemporanea Cirri di Pontedera, è stato presentato il volume “Atelier della fiaba” dei Telluris Associati, curato da Grazia Batini.

Primo della neonata collana “Libera Espressione“, il libro raccoglie e documenta i cinque anni(2004-2009) del progetto omonimo di arte e pedagogia dell’infanzia, ideato e realizzato dai Telluris, e promosso dagli Assessorati allaCultura e alla Pubblica Istruzionedel Comune di Pontedera. All’Atelier della Fiaba hanno partecipato complessivamente un migliaio di bambini, oltre ai numerosi insegnanti e genitori coinvolti.

Il progetto, costituito da laboratori guidati da artisti professionisti, ha come scopo principale quello di valorizzare la creatività dei bambini in rapporto al teatro. In particolare, il lavoro di incontro-dialogo con i bambini si è sviluppato a partire dal mondo delle fiabe, che sono state scelte e rese “interattive” per far emergere le potenzialità espressive e creative dei bambini attraverso i vari linguaggi del fare artistico. Da qui, una serie di conseguenze benefiche, di natura pedagogica, sociale e culturale.

Nel suo testo introduttivo “Cambiare noi adulti stando accanto ai bambini”, Daniela Pampaloni (dirigente scolastica, ex-assessore alla Cultura e “musa” istituzionale del Progetto), ha infatti osservato: “Le proposte culturali come L’Atelier della Fiaba che si snodano in attività fra teatro, video, musica e pittura lungo i tracciati di storie fiabesche provenienti dai vari continenti sono una delle risposte culturalmente e didatticamente più adatte per contrastare l’appiattimento dei cervelli dei nostri ragazzi”. Si tratta, in fondo, di  quegli “Stimoli Culturali di Qualità di cui i bambini hanno bisogno per la costruzione del Carattere e della Cultura”.

A presentare il volume nell’incontro col pubblico di Pontedera moderato da Grazia Batini, sono stati alcuni protagonisti del Progetto (e autori di rispettive sezioni nel volume) – Letteria Giuffrè PaganoCesare GalliJoey Vanacore -, preceduti dagli interventi di Liviana Canovai, Assessore in carica alla Pubblica Istruzione del Comune di Pontedera, e di Daniela Pampaloni.

Carlo Fortini/Telluris – Pontedera, 29 nov. 2009

UNA SCUOLA DELLA COMPRENSIONE

“… è l’acquisizione di una sicura comprensione di quello che può o dovrebbe essere il significato della propria vita a costituire il raggiungimento della maturità psicologica. “

B. BETTELHEIM, Il mondo incantato

In un tempo in cui l’immobilismo è in marcia, nonostante le parvenze del “progresso”, i gesti di coloro che ancora si pongono

domande sulla cultura, sembrano essere privi di forza, esausti. Una crescente domanda sul senso di ciò che si intraprende abita coloro che avvertono il pericolo dell’invadente cultura del mercato che ha già fritto i cervelli di molti e che soprattutto minaccia l’integrità dei più giovani.
Che fare?
Si può almeno immaginare un luogo in cui proporre una visione del mondo che rispetti la natura dell’essere umano e produca azioni efficaci per il cambiamento. Una Scuola.
Immaginiamo una Scuola che sia una vera esperienza di crescita, di sviluppo delle risorse interiori, in grado di aiutare il bambino, l’adolescente, il ragazzo, ad acquisire la capacità di riconoscere la propria individualità perché riconosce e rispetta quella dell’altro, un luogo dove lo stupore e la meraviglia siano davvero il principio su cui si basa la conoscenza, dove le pratiche del sapere costituiscano esperienze marcanti.Dove studiare sia desiderare.
Una Scuola della Comprensione, dove comprendere non significa soltanto apprendere nozioni e ritenere informazioni, ma soprattutto incorporare il sapere per poter affrontare la propria vita.

Uno slancio immaginativo può rigenerare le forze e aiutare a valutare gli accadimenti e i tentativi concreti che vengono fatti per non cedere all’impero del nulla.
Di questi tentativi, le esperienze che hanno dato vita e forma a questo libro sono un esempio significativo. L’incontro tra il mondo della scuola e il mondo dell’arte assume valore perché contribuisce a creare un altro genere di relazioni all’interno della scuola. Attraverso le presenza degli artisti, si possono pensare momenti di studio in cui la capacità creativa dei ragazzi viene chiamata in causa senza essere sottomessa al dovere di un risultato, ma piuttosto alla responsabilità e comprensione di un processo. Si tratta di educare ad una disciplina interiore, alla responsabilità individuale nei confronti del proprio fare, tratti imprescindibili del processo creativo.
Questo tipo di incontro è tanto più efficace quanto non si pone come momento alternativo al procedimento scolastico, ma, mantenendo ferme le caratteristiche e le differenze di linguaggio, testimonia la complessità e la ricchezza dei percorsi dell’umano sentire.
Che cosa si può imparare dagli artisti e dal loro lavoro?
Sostanzialmente l’amore e la pazienza che ogni cammino di sviluppo di sé richiede, ma anche il gioco e il gusto del bello di cui ogni esistenza umana ha un vitale bisogno.

Silvia Pasello

8 ottobre 2009

 

LA COLONNA INFINITA APPRODA A MESSINA

Messina, Cinema-Teatro Savio, via Lenzi 24

Martedì 15 settembre, ore 21,00

La colonna infinita approda in Sicilia per un appuntamento col pubblico di Messina. Dopo gli appuntamenti estivi nelle città di La Spezia, Roma, Padova, Milano e Firenze, la performance teatrale va in scena al teatro Savio in occasione della IX Conferenza Annuale della EASR (European Association for the Study of Religions, http://ww2.unime.it/easr09/ita/index.html) che si svolgerà nella Città dello Stretto dal 14 al 17 settembre. La pièce, incentrata sulla figura di Constantin Brancusi che ha rivoluzionato la scultura del Novecento, ha infatti come autore il noto storico delle religioni Mircea Eliade, ormai conosciuto anche come scrittore e recentemente scoperto dal cinema grazie al film Youth without youth (”Un’altra giovinezza”) di Francis Ford Coppola.

Si tratta della prima messa in scena de La colonna infinita in Italia, dove il teatro di Eliade in generale è ancora quasi sconosciuto. Lo spettacolo è prodotto dalla compagnia toscana Telluris Associati, in collaborazione col Forum degli intellettuali romeni d’Italia.

Il testo, ancora inedito in Italia, è stato tradotto da Horia Corneliu Cicortas dall’originale romeno (Coloana nesfârşită) e messo in scena dalla messinese Letteria Giuffrè Pagano per l’attore Tazio Torrini.

Voci correlate: la recensione di Teo Orlando su Gothic Network

Verso un Centro per le Arti e le giovani generazioni

11 settembre 2008

Da qualche tempo a Pontedera si parla della volontà di realizzare un centro in cui i giovani e i bambini possano fare esperienze sull’arte contemporanea insieme con i suoi artefici.

Dal primo progetto che ho realizzato a Pontedera, l’”Atelier del ritratto”, mi sono accorta di come per un artista lavorare con i bambini possa essere arricchente e stimolante.

Il rapporto artista-bambino è un campo in realtà poco sondato, non esistono testi specifici, ad esempio, che vadano al di là della pedagogia o della psicanalisi. Il fattore creativo dell’infanzia e come questo si sia “conservato” nell’artista adulto, emerge anche quando artisti e bambini lavorano insieme intorno ad uno specifico tema (non un tema casuale, ma un tema-fondamento-archetipo del lavoro dell’artista in questione). A partire da questo, a mio parere, si può veramente entrare nel campo della sperimentazione. Un Centro per le Arti e le giovani generazioni è importante, dunque, non solo per i bambini, ma anche per gli artisti stessi. Penso che si dovrà tenere questo in grande considerazione se si vuole dare un carattere “vivo” al Centro e non configurarlo come un semplice ensemble di laboratori.

In Italia si sono sviluppati, negli ultimi anni, molti luoghi in cui si “gioca con l’arte”, numerosi musei, ad esempio, hanno una sezione dedicata alla didattica dell’arte e gli sviluppi di questi approcci sembrano essere molto positivi.

Dal mio punto di vista comunque c’è il rischio di ripetere gli esperimenti di Munari in maniera manieristica, o offrire ai nostri ragazzi una scatola di giochi da aprire, usare e lasciare li una volta stanchi. Ma l’arte non è un gioco dell’oca (e chi gioca più oggi al gioco dell’oca??), né tantomeno si può pensare che tutti i giovani, se intelligenti, debbano avere necessariamente una particolare vocazione per l’arte. Chiamare gli artisti nelle scuole nasce da una necessità, e non dobbiamo dimenticarci di questo. La necessità forse di offrire stimoli culturali, di invogliare all’espressione del proprio mondo interiore, di approfittare degli strumenti dell’arte per comunicare e socializzare; ma forse è anche l’esigenza di capire meglio la complessità dell’arte contemporanea e dei suoi movimenti.

Bisognerebbe dar vita ad un centro unico nel suo genere, un luogo di incontro e di lavoro tra artisti e giovani senza dimenticare la storia di Pontedera riguardo alla creatività e della ricerca. E mi riferisco essenzialmente all’esperienza di Jerzy Grotowski che non è riconducibile esclusivamente al teatro.

Molti centri in Europa e Asia, per esempio, sono dedicati all’arte o al teatro. Luoghi, alcuni molto originali, in cui l’aspetto del “clima”, del “luogo” di lavoro è particolarmente curato. In base anche a questi esempi bisogna pensare al Centro di Pontedera.

Sarebbe un peccato se si configurasse come l’ennesimo luogo dedicato ai bambini in cui si sviluppano diversi laboratori, in cui ognuno fa le sue piccole cose, seppur interessanti. Dovrebbe avere un ampio respiro, aprirsi alla vera ricerca e essere fonte d’attrazione per gli artisti come per i bambini ed i giovani in un dialogo aperto e leale col contemporaneo. Questo è il nostro augurio.

Letteria Giuffrè Pagano, pesidente Telluris Associati

L’isola e il viaggio

L’isola e il viaggio. Colloquio con l’artista Letteria Giuffrè Pagano

 

in-viaggioGiuseppe Lioti: La sua ricerca artistica parte dalla tela come luogo dell’azione interna-esterna, del conflitto, dell’accadimento, della contraddizione e della domanda. Lo spettatore diventa parte attiva, ed è chiamato a completare opera.

Letteria Giuffrè Pagano:Sono nata a Messina nel 1977, ho frequentato l’Accademia di Belle Arti a Firenze dove mi sono diplomata in Pittura nel 2000 con una tesi in estetica sul corpo e la rappresentazione teatrale. Oltre alla pittura che è il mio “primo” linguaggio, quello con cui sono nata e cresciuta e che non ho mai abbandonato, dall’infanzia, il teatro è un altra forma d’arte che in questi anni mi ha interessata e coinvolta, sperimentandola nell’ambiente fiorentino e approfondito soprattutto nel Centro teatrale di Pontedera.

Si è avviata così la conoscenza e l’intervista di Letteria Giuffrè Pagano, artista visivo sperimentale, durante una sua mostra avvenuta a Milazzo, in un luogo diciamo non convenzionale, una libreria caffetteria che si apre al mondo della cultura contemporanea con piccoli ma significativi eventi.

Ho realizzato in questi anni alcune regie teatrali e performance di carattere assolutamente sperimentale con poco budget, pochi attori e anche poco testo, per una espressione teatrale che evochi il dramma (dell’esistenza?) attraverso il colore, la suggestione, l’esperienza vocale e fisica, non la mera rappresentazione di un testo. Però la pittura ripeto è il mio primo linguaggio, sia dal punto di vista cronologico che primo anche nel senso di originario, come atto più personale più arcaico, quello che sento più profondo e complesso. Per me la pittura è legata molto alla musicalità, ai rapporti cromatici, ai rapporti tonali e al segno, ma anche all’azione. Il lavoro sul segno, sulla gestualità e sul passaggio dal corpo alla superficie della tela attraverso il segno, lasciando traccia di se in un determinato modo, è l’aspetto fondamentale della mia ricerca.

Le modalità espressive, cioè il linguaggio, diventano elemento fondamentale di comunicazione nelle varie forme dell’arte, e si evolvono con l’artista.

E’ corretto parlare di linguaggio, perchè l’arte è un modo di comunicare, un sistema, la pittura come tutta l’arte contemporanea ormai è in mano all’artista in tutti i sensi, nel senso che io credo che l’artista crei e disintegri quotidianamente il suo linguaggio e così facendo nell’arco della sua vita , crea e ricrea un linguaggio che cerca di afferrare e che in base alla mia esperienza, spesso sfugge. Sembra inafferrabile…a volte inutile, effimero… Spesso sono la prima a non comprendere i miei lavori o li comprendo solo dopo parecchio tempo averli finiti, ultimati, e comunque mai completamente.

Quanto l’artista può astrarsi dalla sua forma di comunicazione e dalle sue realizzazioni, nel tentativo di capire più a fondo le necessità dello spettatore che si pone di fronte alle opere aspettandosi comunque degli input, delle sensazioni.

E’ vero che la pittura per me è un linguaggio, e l’ho approfondito in tutti questi anni, ma l’opera è effettivamente qualcos’altro da me, come un altro essere che vive in maniera indipendentemente e del quale io non sono soltanto l’artefice ma sono anche spettatore, quindi colei che si mette in definitiva di fronte al dipinto come se non ne fossi stata l’autrice, e quindi, vogliosa di capire e di comunicare con questa superficie, una superficie misteriosa. In effetti per me il senso del mistero e del tragico, non solo perchè sono siciliana, anzi forse soprattutto per questo, è uno se non il tema, il nucleo del mio lavoro quindi è una cosa fondamentale, e la superficie della tela è assunta per me , nella mia poetica , come soglia, come sguardo sul mistero dell’esistenza in tutto quello che ha di comprensibile, di afferrabile, ma soprattutto in quello che ha di inafferrabile e di incomprensibile.

Veniamo adesso alle tematiche trattate in questo percorso artistico interno-esterno, l’isola e il viaggio.

L’isola è intesa non soltanto come massa inerme che sta all’orizzonte, quindi lontano da sé, ma l’isola è intesa anche come corpo, come superficie sensibile fatta di pelle e come corpo interiore, quindi col proprio vissuto e con l’elaborazione della realtà data e percepita. Questo è uno dei temi sui quali sto lavorando soprattutto in questo periodo. Insieme al tema del viaggio, al tema dell’andare errante che trova di tanto in tanto dei varchi, delle aperture su dei mondi che spesso traggono suggestione anche dal mondo delle fiabe, dal mondo onirico che è il mondo interiore e il mondo dei sogni.

Ci parli adesso dei suoi inizi, della sua prima mostra, del momento realizzativo e di confronto con il pubblico, delle sue altre forme espressive.

Ho debuttato ufficialmente a Messina nel 1998 con una mostra dal titolo “Spasmi”, al Palazzo della Provincia, presentata dal professore Antonino Principato con un testo critico di Dario Evola, dove appunto il tema del corpo che per me è un elemento, un tema ricorrente, anzi che sto continuando ad elaborare sul discorso dell’isola, è nato proprio in quegli anni. Poi ho esposto in alcune gallerie a Firenze, realizzato delle mostre in spazi altri diciamo, al di la delle gallerie, ex architetture industriali, in luoghi non convenzionali come in questo caso. Credo che al di là del lavoro in studio che è un lavoro per quanto mi riguarda, assolutamente interiore, solitario e meditativo, il momento di confronto con il pubblico sia estremamente importante perchè è il momento in cui l’opera veramente gioca la sua partita, dove l’opera parla da sé, al di là di quello che il suo artefice voglia dire o non dire. Ho realizzato diversi cortometraggi che hanno partecipato a festival internazionali, spettacoli teatrali con il gruppo di cui sono cofondatrice, che si chiama “ Telluris Associati “, che è nato a Firenze nel 1999 e che è tuttora in attività e ho collaborato con altri artisti per festival teatrali e eventi culturali, da Singapore a Nuova Delhi, comunque in Italia e all’estero.

Giuseppe Lioti

(intervista pubblicata in http://www.ilcittadinodimessina.it, 7 maggio 2008)

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