Uomo spazzatura show #1

“Intelligentemente brillante, lo spettacolo Uomo spazzatura Show presentato da Telluris Associati, con la regia di Letteria Giuffrè Pagano e  interpretato da Umberto Fabi, Simone Martini e Tazio Torrini. Una pièce che s’ispira al genere del teatro “decomposto” di Matei Vișniec dai cui testi è stato riadattato lo spettacolo con brani surreali e apparentemente leggeri che in realtà celano il dramma esistenziale dell’uomo massa contemporaneo.”

Piergiorgio Mori – “Italia Sera”, Roma (28 settembre 2011)

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liberamente tratto da “ Uomo Pattumiera” di Matei Vișniec

adattamento e regia di Letteria Giuffrè Pagano con Umberto FabiSimone Martini e Tazio Torrini

link video dello spettacolo
Una grossa poltrona gonfiabile verde mela è al centro della scena, sul fondo uno schermo bianco.

Il pubblico è accolto al suo ingresso in sala da due eleganti uomini con l’auricolare: dichiarano di essere quasi pronti per iniziare le riprese di una trasmissione televisiva ed esortano il pubblico a rispondere, applaudire, ridere a comando, per una corretta partecipazione allo show. Il presentatore (Tazio Torrini), visibilmente teso, “lancia” la sigla, visibile al pubblico grazie allo schermo, inizia così l’Uomo spazzatura Show. Il presentatore intervista, con un ritmo sempre più incalzante, ospiti di vario tipo: l’uomo chiuso per tutta la vita in un cerchio, il corridore che non può più fermarsi, l’uomo pattumiera, il domatore, l’illusionista che fa sparire il mondo; persino i messaggi promozionali della macchina lava-cervelli, non danno respiro. Il direttore di scena (Simone Martini) è un personaggio camaleontico che si presta a ricoprire vari ruoli così come l’ospite speciale (Umberto Fabi) prelevato e riconsegnato più volte alla platea. Gli sketch comici, a volte ironici e grotteschi diventano sempre più surreali, man mano che la trasmissione procede, sino al suo epilogo.

L’uomo-pattumiera è l’emblema di una società che non identifica più l’umano nelle sue qualità naturali ma in quanto materiale di consumo, soggetto ideale per torture psicologiche e fisiche umilianti da parte di regimi di ieri e di oggi.

Oltre alle modalità espressive, che conducono a riflettere sulla condizione del teatro stesso, la “decomposizione”/la disgregazione coinvolge la vita stessa, l’uomo, il suo corpo e le proprie difese, private e sociali. “Il teatro decomposto” è l’immagine riflessa dell’uomo disumanizzato. Lungi dal pronunciare giudizi morali, l’autore ci mette in guardia e ci invita a riflettere lucidamente.

Il progetto, nato grazie alla consulenza scientifica della dottoressa Emilia David e al sostegno dell’autore che ha seguito l’iniziativa dal suo esordio, ha debuttato con notevole successo di pubblico nell’ambito del festival “teatRomania/emersioni sceniche 2011” sostenuto dall’ICR di Bucarest.

un grazie particolare a Teatro Comunale di Capannoli, Fondazione Pontedera Teatro/Teatro Era

Uomo spazzatura Show – © 2011 TellurisAssociati

                    

 


 

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